E peggio ancora della cruda e arida verità, c’è solo l’intuizione che le cose stanno già cambiando. Quando metto in pausa e mi sembra di aver fallito. Ancora una volta. 
Da una parte la fine, a portata di mano, e dall’altra un essere che chiamerò ‘lontananza’, che si è intromesso tra me e te e che mi prende la mano mentre mi accompagna verso ciò che resta dell’estate.
Quando le parole diminuiscono, insieme alle farfalle nello stomaco. Quando anche la mente viene svuotata da ragionamenti troppo meticolosi e contorti.

Mi dispiace per tutti quei momenti che non abbiamo trascorso insieme. Soprattutto quelli in cui do il peggio di me. Avrei preferito essere sopraffatta dalle tue opinabili convinzioni. Urlare qualcosa di incomprensibile perché quando sono nervosa l’afasia prende il sopravvento. Avrei preferito il caos e anche qualcosa in più piuttosto che perderti in silenzio. Dimenticarti, e farmi dimenticare, senza lottare. Senza vederti arrabbiato. Senza versare una sola lacrima.
Avrei preferito essere la causa della rottura. Concorrere attivamente all’omicidio del nostro qualcosa, qualsiasi cosa esso sia stato.

london.

ah, e come se non bastasse,
mi manca non aver mai abbandonato la realtà per la fantasia. sai quando prendi il volo per un altro paese o per un altro mondo?


Mi sarebbe piaciuto fare un biglietto, -o che tu prendessi l’iniziativa e lo facessi per tutti e due- comprendendo anche il ritorno, e partire.
Tanti sottovalutano la bellezza del tornare alla vita di tutti i giorni.
Credono che il bello di quell’esperienza sia solo partire, e dimenticarsi delle cose -che pensiamo siano- brutte. Non so dirti il perché, ma di tutti i viaggi che ho fatto, non c’è stato un ritorno che non rivivrei adesso, all’istante, in questo preciso momento.

Avrei voluto fare tanti viaggi con te, solo per avere la soddisfazione di tornare e continuare a lamentarmi di come in vacanza si stava benissimo. Avrei voluto condividere la filosofia del ritorno con te, solo che io e te non siamo mai partiti.  
Come se fosse uno slogan, + ritorni - viaggi.

E’ come se avessi bene in mente l’immagine di te che mi guardi mentre i nostri cuori trepidanti aspettano l’arrivo dei bagagli. 
E il tuo sguardo era fiero.
E io l’avrei urlato a tutto l’aeroporto, “Chiedo scusa per l’interruzione, non vorrei rovinare l’attesa del vostro trolley, ma io ho annuncio da fare. Non solo ho qualcuno con cui partire, ho anche qualcuno con cui tornare”.

london.

ed era effettivamente bella. mai l’avrebbe fatto con uno scrittore per leggere qualcosa di se stessa in un libro. mai avrebbe aspettato qualcuno per sentirselo dire. mai avrebbe aspettato qualcuno in generale.

ma, e suonerà banale come una previsione sulla pioggia quando il cielo è oramai tutto nuvoloso, era effettivamente bella. e lei non l’avrebbe mai saputo. cosa che ovviamente rende questo incontro fortuito terribilmente sexy.
 

london.

febbraio, marzo, aprile, maggio, giugno, e luglio,
e ancora mi capita di pensare ai momenti che ci siamo persi. a come siamo cresciuti, lontani.
ai pranzi alle 6 solo perché eravamo impegnati ad amarci. 
al fatto che per me sarai uno dei ricordi più assurdi. 

e quando mi capita di stare così, a metà tra le indecisioni, la nostalgia e i mille pensieri che vengono solo d’estate, ripenso alla fortuna che abbiamo, per non essere poi così lontani. per essere ancora vicini, in un modo che solo noi abbiamo trovato. per esserci tanto amati e per non aver alzato un muro. per aver colmato il tutto con un pizzico di affetto e di rispetto, e di maturità, e per aver aggiunto la voglia di rialzarci e andare avanti, contando i mesi che ci lasciavamo alle spalle. 

Jul 26th at 4PM / reblog / 1 note

london.

ho amato i suoi sbagli, ancora di più quelli fatti con me. e ho amato il fatto che non ci siamo mai detti ti amo, mai caduti nell’abitudine, mai detto cose scontate, mai perso tempo per una risata, mai perso una giornata per camminare, in una di quelle giornate piena d’afa, con la scusa di prenderci un gelato e un frullato. 
e ho amato l’inizio di tutto questo, tanto tempo fa, a londra. 
perché è brutto non fidarsi alla mia età, ti resta dentro, come una piccola malattia. e dopo aver tanto amato quello che avevamo, avrei ancora voglia di rifarlo.

london.

quando ti diranno che hai ancora tantissimo tempo, credici. 
quando ti diranno che le cose cambieranno e le persone resteranno le stesse, credici. 
quando ti diranno che la vita (s)fortunatamente va avanti, sempre e comunque, anche se te vorresti mettere tutto in pausa e fermarti a guardare o a commentare, 
quando ti diranno che non ci sono pause, credici.  

ci sono solo bicchieri di vino con i quali stringere amicizia stasera e poi dimenticare domani mattina. 
c’è lei, l’amica di sempre, e poi lei, scoperta per caso. sempre pronta a darti buoni consigli. 
c’è lo stronzo di turno, che stasera è più fico (e più stronzo) del solito.
ci sono “quelle” che neanche con 4 bicchieri del vino di prima riusciresti a scambiarci un “ciao”.

quando ti diranno che le persone vanno e vengono, a denti stretti, con un sorriso amaro e con la faccia poco convinta, 
credici. 
credi a tutti quei libri letti di nascosto, sull’amore e sul sesso, e sull’amicizia e sulla pace e sulla guerra. credi a te stesso, quando preferirai credere a quel buon bicchiere di vino, piuttosto che allo stronzo di turno. 
credi a te stesso, alla tua amica di sempre, e agli anni che ancora devono venire. ridendo, tanto. pensando, poco. 

london.

ieri per la prima volta sono tornata a casa e non ho pianto. (esultiamo tutti insieme).
mi manchi parecchio. mi mancherai anche domani quasi sicuramente. e quasi sicuramente nel corso di questo breve sfogo piangerò di nuovo quindi non esultiamo troppo presto.
mi manca l’idea di me e te felici e spensierati, pronti a vivere oggi come se oggi fosse l’ultimo giorno per stare insieme.
mi dispiace pensare che in te non c’è più la voglia di rirprovare, di fare qualche piccolo sacrificio per poter tornare a quell’oggi.

ora come ora vorrei poterti dire che ti auguro tanta felicità, che incontrerai presto una persona per la quale avrai voglia di partire e andare dall’altra parte del mondo.
ma ad oggi, mi sento solo di dirti (oltre a tante cattiverie che mi sono venute in mente in questi giorni, e a tanti pensieri surreali) che mi dispiace.

Feb 26th at 5AM / reblog / 1 note

london.

Quello che vorrei veramente, è tornare a un anno e mezzo fa. E tornare alla voglia di scoprirsi così diversi, scoprire che non avevamo niente in comune, scoprirsi così nuovi, pronti a fare tutto e anche qualcosa in più. E quel più con te, dio se era la parte migliore. E tornare a quando lo facevamo ogni giorno, e a quando facevamo finta di stare in astinenza se non ci riuscivamo . E tornare alle prime conversazioni piene di niente, piene di frasi superficiali… Addirittura più superficiali di quelle di Moccia. E tornare indietro all’inizio per poi non andare più avanti. Per non muoversi. Per non scoprire che l’abitudine è una malattia a parte, che viene e non se ne va. Tornerei indietro anche solo per riaverci belli e nuovi come una volta.

london.

chissà che gente si incontra d’estate a Londra. 

noi ci siamo incontrati a dicembre. chissà cosa cambia.

Jun 16th at 5PM / reblog / 1 note

london.

che tanto, quel sentimento lì, va e viene. giusto no?